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ELIA PANGARO

bio

Elia Pangaro è performer, coreografo e artista interdisciplinare. Nel 2019 fonda il progetto interdisciplinare DARLINGBUDS insieme ad Alex de Vries durante una residenza creativa presso la ISB (International School of Bangkok). I suoi lavori e co-creazioni sono stati presentati in Italia, Germania, Francia, Thailandia e Messico in festival come Romaeuropa, La Biennale di Venezia, Tanzwerkstatt Europa, Oaxaca City - Performing & Healing Festival e altri. Con il solo AMOEBA riceve il premio "Miglior Danzatore" a Corpo Mobile Festival. Nel 2024 è il vincitore di "Biennale College Teatro - Site Specific Performance" con BOLIDE/deus ex machina, prodotto da La Biennale di Venezia.

Il progetto selezionato è My Body Is Made Out Of Glass già finalista di DNAppunti Coreografici 2024 e presentato all'interno di Dancing Days a Romaeuropa Festival. Con questo progetto nel 2025 viene selezionato per una residenza al Teatro Petrella di Longiano (FC) e L'arboreto – Teatro Dimora di Mondaino e per MAD - Murate Art District a Firenze. Nello stesso anno vince il bando di BODYSCAPE con un nuovo progetto, Quasi Niente n.1.

Dal 2024 è artista associato alla compagnia Déjà Donné.


BOLIDE

ideazione e direzione
Elia Pangaro
vincitore Biennale College Teatro – Performance site-specific (2024)
con Polina Sonis e Elia Pangaro
sound design Robert Lagerman, Federico Tansella (Meynsense)
pics Andrea Avezzù
produzione La Biennale di Venezia


distribuzione Déjà Donné
Bòlide s. m. [from latin lat. bolis -Ä­dis, femm., gr. βολίς -ίδος «bullet», from the theme βάλλω «throw away»]
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BOLIDE vuole essere uno studio sull'accelerazione in tutti i suoi sensi. Sociale, figurativo, visivo, ecc. BOLIDE vuole mettere in scena il rapporto passivo e attivo che l'individuo ha con le accelerazioni che gli accadono intorno. BOLIDE trae ispirazione dal futurismo italiano, dall'estetica gorpcore e bikercore, dalle teorie di Hartmut Rosa e da altri input visivi. Una performance sulle immagini e la loro velocità. Una velocità che ci assilla. Una velocità che rende più lent*, più pigr*, ma più produttiv*. Una velocità che non si arrende, né di fronte alla tecnologia né di fronte al New Age. Un deus ex machina senza volto si impegna solo alla mercificazione e all’artisticizzazione di queste immagini rendendole apparentemente non riproducibili o addirittura originali. Il tutto volto ad una vendita, ad un incasso, di chi/di cosa non si sa. Un’asta all’aperto di opere senza artista. Un’artista senza opere.
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AMOEBA

creazione e performance Elia Pangaro
sound design Robert Lagerman/Jacopo Cerolini
outside eye Debora Renzi, Alexander de Vries
con il supporto di Unity Space (HK)
Invernadero Danza (MX)
con il sostegno di Centrodanza Spazio Performativo


distribuzione Déjà Donné
AMOEBA è una performance per la costruzione dell'identità e un'introspezione su come e cosa formi la nostra identificazione.
La parola "ameba" assume un significato dualistico. Da un lato c'è l'aggettivo usato per descrivere una persona che non mostra personalità, intraprendenza o passione. Uno stato di insensatezza apparentemente senza scopo. Dall'altro lato c'è il nome dell'organismo unicellulare la cui peculiarità è la trasformazione, non avere mai la stessa forma (dal greco antico á¼€μοιβή, cambiamento, trasformazione).
 
"Il viaggio che parte da un'entità unicellulare, senza nome, fino al processo di scoperta dell'identità. Immerso nel continuo perdersi e ritrovarsi, diversamente da come si era ieri. Sotto una tuta, la ripetizione insensata, l'ameba scopre se stessa, esplora la voce della sua mente e giunge a l'incomparabile certezza: tu sei tu.
Così inizia a vederti, a connettersi con te."
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ALWAYS IN

MOTION


ideazione e performance
Elia Pangaro
progetto vincitore del Bando per Residenze d’artista Mad Murate Art District
sound design/field recording Robert Lagerman consulenza scene e luci Ana Luisa Novais
con il sostegno di La MaMa Umbria International
 
 
produzione Déjà Donné
Ogni gesto è un atto di resistenza, ogni movimento è una memoria incisa nella carne, un ciclo senza fine che sfida la stasi.
Il corpo politico non ha confini, è un corpo in frantumi, come le rovine di una città che resiste nel tempo. Ogni sua parte è un frammento, ogni rottura è una dichiarazione di vita.
Non c'è riposo nelle sue ossa, solo il continuo rinnovarsi del passo, mentre il mondo intorno svanisce in macerie.
Rovina del corpo, scomposizione di ciò che siamo stati, ma anche l'orizzonte di ciò che diventeremo. Non c'è fine nel movimento, non c'è quiete nell'incedere delle mani, dei piedi, dei volti. Sempre in movimento, sempre nell'assenza di un approdo. Il corpo del proletariato è una terra fertile, dove ogni movimento germoglia, eppure il seme non trova pace. Le sue rovine sono la sua forza. Ogni frammento è parte di un progetto che non smette mai di nascere.
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Associazione Culturale Déjà Donné – impresa sociale

Via del Gonfalone, 3

20123 Milano MI

Codice fiscale 02495360543

Partita Iva IT02495360543

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